Il titolo di questo post e' lo stesso della terza traccia del primo album degli XTC


[City of London, Novembre 2007]

Larry Gagosian come persona ha l'aria di essere un po' uno stronzo. Kim Gordon dei Sonic Youth, che quando era giovane incorniciava litografie nella sua galleria di Los Angeles, ha detto all'Independent when I first met him I thought no one was going to take him seriously, he's such an asshole. He used to yell at us. It was a painful, awful experience working for him. He was very mean.

E invece. A prenderlo seriamente sono stati in tanti, dato che proprio nel numero in edicola questo mese, Art Review lo classifica come il secondo piu' importante gallerista del mondo.

Qui a Londra Gagosian ha un paio di gallerie (che si aggiungono alle tre di New York e a quella di Beverly Hills se non me ne dimentico qualcuna). Quella di King's Cross fa davvero paura. E' semplicemente uno degli spazi espositivi piu' belli che io abbia mai visto. Anche vuoto sarebbe da vedere.

L'ultima volta che ci sono passato, un paio di settimane fa, c'era questa mostra dedicata al cinquantennale della definizione di pop art, quella di Richard Hamilton, Pop art is: popular, transient, expendable, low cost, mass produced, young, witty, sexy, gimmicky, glamorous, big business...

Un altro se la sarebbe cavata con la solita rassegna di Hamilton, Rauschenberg, Warhol, Lichtenstein, Oldenburg. Un altro, mica Larry Gagosian. Se no non sarebbe il secondo principale galllerista del pianeta, vi pare?

Gagosian invece nella pop art ci mette dentro anche Hirst, Murakami, Richter (la copertina di Daydream nation, dato che abbiamo parlato dei Sonic Youth), Prince (la copertina di Sonic nurse, dato che abbiamo parlato dei Sonic Youth). Pure Twombly.

E allora capisci che si comportera' pure un po' da stronzo, ma e' uno che ha capito tutto. Poteva mettere dentro qualunque cosa in quella mostra. Oggi tutta l'arte del ventesimo secolo e' pop. La Tate Modern e' pop. Dal momento in cui entri e' un'esperienza pop con le scale mobili tipo Selfridges i caffe' con la vista sul fiume le sale vip i biglietti a tempo. Se andate a vedere la mostra di Louise Bourgeois, le sculture le hanno chiuse con delle corde. Erano state fatte per camminarci in mezzo, ma prima, non adesso. Adesso e' tutto pop e la folla pop domenicale un po' la devi tenere a bada. Qui potete entrare qui no.

In ogni caso. La mostra alla Gagosian l'ho vista con il mio amico Marco. Marco di dischi lui fa la collezione e conosce a memoria ogni nuova formazione. E Marco e io i dischi li abbiamo in mente sempre, in ogni momento, anche adesso. Avete presente Cosmopolitan che dice che gli uomini pensano sempre alla figa? Sbagliato, Marco e io pensiamo sempre ai dischi.

Cosi' mentre ero li' che osservavo l'armadietto trasparente dei medicinali di Hirst, Marco mi ha detto: pensa che bello avere un armadietto dei medicinali come questo come contenitore per CD.

E a me e' venuto in mente un breve dialogo che ebbi anni fa con Sarah Lucas a una private view di una mostra sua di Hirst e di Fairhurst alla Tate.

FB: Eh. Certo che. Chiamare la vostra mostra In the garden of Eden...
SL: Perche' no.
FB: Beh insomma. (Lunga pausa). Animali squartati e amputati apparecchiature mediche crocifissi...
SL: Eh ma l'Eden c'e', non lo vedi?
FB: No.
SL: Vieni. (Mi porta davanti all'armadietto dei medicinali di Hirst). Tutte queste pillole. Non e' l'Eden questo? Magari non per te, ma per molte persone non credi che l'Eden sia questo?

Ecco, questa conversazione mi e' venuta in mente.

I dischi come Prozac. Rough Trade come Boots. Novocaine for the soul. This is pop yeah yeah.

[Damien Hirst, The void, 2000]

Commenti

lophelia ha detto…
"Fica, non figa" direbbe Moretti. E meno male che non hai detto IL Marco, IL Damien:)
Mi piacerebbe vedere dal vivo sƬ tanta roba.
Per il resto si torna sempre lƬ: "e voi di cosa vi fate? meglio un medicinale o una storia infernale?" Per fortuna le alternative ci sono, dai dischi ad altro, basta aver voglia di cercarle.
cornelius ha detto…
mi intrometto un po' a sproposito, ma forse nemmeno tanto, visto che 1) so che il titolo della terza traccia di white music degli xtc ĆØ "this is pop" e 2) ho una domanda a cui forse solo tu, che hai sempre i dischi in testa e non la fica, potrai rispondere - e restiamo comunque in tema di pop: se ti dico "a part of me" scritta da paris/taylor e pubblicata da zethus music, cosa dici tu? non so nĆØ chi la canta nĆØ in che anno ĆØ uscita; so solo che beck ne ha utilizzato degli elementi in "sissyneck" (da odelay) e la sto cercando disperatamente.
ps
bello il cd che hai fatto per gealach...
Fabio ha detto…
Lophelia -

Ecco, vedi, non ci penso abbastanza, non so nemmeno come si scrive :-D

Gia', meglio giornate inerti o dei capelli verdi? Eppur tutto va bene
va proprio tutto bene.

Se pero' le alternative ci sono, come scrivi tu e come penso io, allora come si spiega la frase di Sarah Lucas? Lei mi sembrava alquanto convinta.

Cornelius -

Bravo per il punto 1. Disco al quale sono davvero legato. Pensa che nella mia versione, il vinile stampato in Italia, hanno aggiunto in copertina la scritta Punk. Mi domando cosa avra' pensato Partridge.

Sul punto 2 conosco il brano di Beck, ma non quello che ha campionato. Adesso mando una mail a Marco, Alessandro e Gigi e chiedo a loro, poi se qualcuno sa qualcosa indico la risposta qui tra i commenti. Ho pero' l'impressione che tu debba chiedere a qualche esperto di rare grooves. Se hai un amico che fa il DJ e' probabile che di questi campionamenti ne sappia piu' di noi.

Contento che ti piaccia la raccolta che ho mandato a Gealach. E' arrivata piuttosto in fretta, bene.
Anonimo ha detto…
inizio a pensare che per alcune persone, l'unico Eden possibile sia in effetti quello...
Fabio ha detto…
E' la teoria di Damien Hirst e Sarah Lucas in effetti, quella che ispiro' tutta la mostra e buona parte del loro lavoro. Che cosa te lo fa pensare pero'?

Cioe', perche' alcuni non ne hanno bisogno e altri si'? Come si fa a non averne bisogno (di Valium, Tavor, Serenase, Prozac, dischi, raccolte di francobolli, partite di calcio, yoga, alcol)?
Anonimo ha detto…
Splendido resoconto della nostra visita alla Gagosian di sabato 10 novembre scorso, scritto con il cuore.
Un saluto da Parigi.
Marco
replayboy ha detto…
I am very happy because the pop is pop
I am very happy because the pop is love
I am very happy because the pop is love
I am very happy because the pop is pop
I am very happy because the pop is corn
I am very happy because the pop is love
Anonimo ha detto…
Prima di leggerti,avevo ascoltato da youtube:musica ribelle di Finardi.
Come l'altra volta:mi piacciono queste "casualitĆ "!!
Ciao Livio
Fabio ha detto…
Marco -

Grazie, spero che di visite come quella ne seguano ancora tante: a Londra, Parigi e Milano. Other music, other art, other life!

Muzzle -

Sai che non riconosco? Mi aiuti?

Livio -

E' quello che sto facendo adesso, grazie per il tuo suggerimento.

Mi ricorda tante cose. Avevo 11 anni quando usci'. La strada tra casa e le scuole medie Pascoli mentre con la cartella sulle spalle canticchiavo proprio Finardi. Attorno a me gli anni '70, meravigliosi, indimenticabili, per me eterni.
cornelius ha detto…
there is a party, everyone is there.
everyone will leave at exactly the same time
it's hard to imagine that nothing at all
could be so exiting, could be so much fun.
heaven is a place where nothing ever happens.

(perdonate l'esternazione, ĆØ quel che mi viene in mente sulla relazione eden/pop).
Fabio ha detto…
Questa e' facile, Talking Heads, da Fear of music. Quanti ricordi scatena Heaven, un groviglio dal quale e' difficile districare alcunche' che io possa esprimere a parole.

Allora, mi hanno risposto sia Alessandro (che ha fatto per te una ricerca su All Music Guide), che Gigi, che Marco (il quale ti consiglia www.lyricsdomain.com). Nessuno di noi quattro ti sa aiutare purtroppo.

Se passa di qui JC (the Tall Guy etc.) che scrive sul Mucchio, lui potrebbe aiutarti (pero' non ho la sua mail, dobbiamo aspettare che passi).

Gealach mi ha mandato il tuo Flickr, appena ho un minuto vado a fare un giretto.
Anonimo ha detto…
they say that Heaven is like TV, a perfect little world that doesn't really need you.. and everything there is made of light..

giĆ  che siamo in argomento
definizione che si adatta sia al paradiso cristiano che a quelli lisergici, certamente sottolinea l'affinitĆ  tra "paradiso" e "visione"
perĆ² a me il pop non ĆØ mai piaciuto e di paradisi non ne ho bisogno, non so bene perchĆØ. Certamente un pĆ² di buona musica meglio se dal vivo mi fa piacere, certamente non l'alcool o il Prozac, magari mi farei una canna (ma sono non so quanti anni sono che non lo faccio). Ho una vita piatta?

Auro

PS: la cit ĆØ di Laurie Anderson
cornelius ha detto…
cavolo, ma allora ĆØ davvero cosƬ difficile? sto raccogliendo in una compilation tutti i brani da cui beck ha tratto samples per odelay, e quello ĆØ l'unico pezzo che mi manca.
speriamo che passi questo JC, ma intanto grazie comunque per l'interessamento. e i TH, bĆ©, che dire, intramontabili (io che poi ho una passione spietata per il triennio 77/79... forse perchĆØ ci sono nato e mi piace pensare che quella era la musica che sia ascoltava allora).

ps
mi piacciono gli interscambi, anche se solo virtuali (noi perĆ² poi ci siamo conosciuti per davvero, da howie gelb alla casa 139)...
se ti va ho anche un paio di stupidi blog:
www.uneditus.blogspot.com
www.radiokbhr.blogspot.com
Fabio ha detto…
Auro -

suppongo di no, non piu' piatta della mia esistenza/ sopravvivenza di astemio, vegetariano e bevitore di te' bianco :-)

Il Paradiso vero pero' se ci fosse e se non fosse tanto difficile entrarci non sarebbe troppo male. Lo immagino un po' come un luogo tutto bianco dove si ascolta Brian Eno 24 ore su 24, magari un po' noioso all'inizio, ma rilassante se ci fai l'abitudine.

Cornelius -

Adesso mi ricordo di te! Ho visto le tue foto stamattina, molto belle e artistiche, oggi pomeriggio passo a fare un giretto nei tuoi blog.

Eh, JC mi sa che ha da fare, ma quando passa lui lo sa di cosa si tratta perche' e' una specie di enciclopedia vivente.
Anonimo ha detto…
Sui sample di "Sissineck" si trova solo questa info:
http://www.secondhandsongs.com/song/21537
Fabio ha detto…
Sito comunque prezioso, grazie Callie.
cornelius ha detto…
grazie callie, anch'io cerco spesso su quel sito. in questo caso beck rende le cose piĆ¹ semplici citando tutti i samples sul libretto di odelay, ma del brano in oggetto segnala solo autori (paris/taylor, appunto) e distribuzione (zethus music). esistono molte canzoni a titolo "a part of me" (bellissima quella di earl king) ma nessuna mi sembra quella giusta... vabĆØ, adesso non ĆØ che volevo fare di questo bel blog una pseudo-rubrica
per discomaniaci... a proposito, esiste una cura psicofarmaceutica per i feticisti (nel mio caso soffro anche di librismo acuto)? e a me, pensando ancora a hirst, mi viene da citare di nuovo i talking heads e la loro immancabile psycho killer... fa fa fa fa fa fa fa fa fa fa...
Fabio ha detto…
Mi viene anche in mente un'intervista che Claudio Sorge e Marco Reina (il Marco che ha visto la mostra con me e del quale parlo nel post) a Jeffrey Lee Pierce. Alla domanda "Cosa vorresti dire al pubblico che e' venuto stasera fino qui a Fiorenzuola e ti sta aspettando?", la risposta fu: "Che se hanno delle pasticche me le tirino sul palco".

Va benissimo che London Calling aiuti a mettere in contatto appassionati di musica, e' qui anche per questo.
replayboy ha detto…
sono i soerba..il discorso pop sul pop mi ha fatto ricordare la loro canzone: I am happy.(che ĆØ il titolo, ma anche io)

http://www.kovideo.net/lyrics/s/Soerba/I-Am-Happy.html
Fabio ha detto…
Grazie, purtroppo non credo di avere mai ascoltato quel brano. Di essere happy infatti mi accade piuttosto di rado :-¦
Anonimo ha detto…
...please where can I buy a unicorn?