Provo un'enorme tranquillita' quando i miei occhi si posano sui suoi piu' recenti lavori.

Semplice sovrapposizione/ combinazione di tele. Colori primari.

Segni. Significati simbolici immediati.

Blu mare. Verde prato. Rosso energia.

Nient'altro. Tutto cosi' minimo.

Spazi nei quali provare emozioni primitive. Ricercare un senso, e quindi se stessi.

Luce e ombra, giorno e notte, attivita' e stato stazionario.

Contemplo queste tele, prima di ritrovare attorno a me la contagiosa, sorridente vitalita' dei Kensington Gardens in un Sabato assolato di primavera.

[Qualche informazione sulla mostra di Ellsworth Kelly alla Serpentine Gallery la trovate qui].

Commenti

PiB ha detto…
Confesso mi risulta troppo minimalista mi manca qualcosa per vedere quello che descrivi.
Fabio ha detto…
Anche se ti lasci completamente andare? PS: Pib, grazie per la tua mail di stamattina, mi hai rassicurato parecchio, ero nel panico!
artemisia ha detto…
A me piace.
Anche se non mi lascio MAI andare.
PiB ha detto…
la forma geometrica definita mi limita la visione..ecco credo sia questo il problema
Fabio ha detto…
Artemisia e Pib -

Dovete immaginare tutto molto ingrandito. Direi a occhio che molte tele superano 1 metro x 1 metro e 20. E in una stessa sala ci sono diverse tele, alcune delle quali parzialmente sovrapposte ad altre. Quindi si possono vedere i singoli colori da vicino, entrarci dentro, e a quel punto non noti piu' i limiti geometrici. Oppure vedere l'effetto complessivo di sale piene di colori primari, l'incontro di emozioni diversi. Le linee nette, "senza compromessi", creano contrasti che per me sono emotivamente drammatici. Non in senso negativo pero', perche' nel complesso immergermi nel colore mi da' una tranquillita' un po' amniotica. E nella tranquillita' amniotica ci si puo' lasciare andare, sollevarsi da terra.
artemisia ha detto…
Ecco forse lì sì.