Lunedi' 7 Marzo 2005: con te

La gioia purtroppo e' durata pochissimo.

Stamattina ho trovato la mail di un caro amico (e per me un maestro di vita) che vi ricopio perche' esprime bene quello che anch'io penso:

"Non credo che nei suoi 30 giorni di prigionia Giuliana possa avere avuto accesso - tramite i suoi rapitori - ad informazioni "pericolose" per gli americani.
Credo piuttosto che il comando americano sia in profondo disaccordo con la strategia di gestione dei sequestri seguita sino ad oggi dal governo italiano ovvero con il pagamento di consistenti riscatti ai rapitori. Si calcola che nei tre riscatti sin qui pagati - per le tre "body guards", per le due Simone e per Giluliana Sgrena - siano stati versati tra i 15 e i 20 milioni di dollari. Sono soldi che - agli occhi degli americani - rappresentano un illecito finanziamento alla guerriglia e al terrorismo.

Nicola Calipari era l'uomo chiave di questa strategia, colui che per tre volte è riuscito a individuare i canali giusti e a liberare i sequestrati pagando un riscatto ai rapitori. Non solo. In tutte e tre le vicende Calipari si è mosso in piena autonomia senza rispettare le catena di comando che anche gli uomini dei servizi dovrebbero rispettare in Iraq.
Credo dunque che l'obiettivo dell'attacco americano fosse proprio quello di eliminare Calipari e - in secondo luogo - dare un preciso avvertimento al governo italiano. Sarà interessante vedere se questo aprirà qualche crepa nel fronte fin qui compatto del nostro Governo. Non mi faccio eccessive illusioni ma è possibile che sull'onda dell'emozione e dell'indignazione prodotta da questo assassinio qualcuno finalmente parli".

L'unica cosa che mi trova in disaccordo e' l'ultima considerazione. Credo che il mio amico, che pure e' un collaboratore di Prodi, sottovaluti il legame di dipendenza dell'Italia dall'impero americano. Per il resto, sulla base dei giornali italiani che sono riuscito a recuperare qui, penso che abbia ragione.

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